Legge di Cassazione sulla Vendita di Confezioni d’Acqua lasciate Esposte al Sole


La vendita di confezioni di acqua esposte al sole è reato per la Corte di Cassazione, in quanto da considerarsi in cattivo stato di conservazione, secondo la sentenza n. 39037/2018. Tale sentenza ha respinto il ricorso di un commerciante punito con una multa di 1.500Bottiglia d'Acqua euro per aver lasciato delle bottiglie nel piazzale davanti al suo magazzino seppur per poco tempo. Secondo la sentenza infatti il commerciante ha commesso un reato di pericolo presunto poiché l’acqua è un prodotto alimentare vivo e può essere soggetto a deterioramento o mutazione se esposta alla luce solare o ad altre manifestazioni atmosferiche, senza indicazioni di tempo e senza la necessità di compiere analisi chimiche.

Già un decreto ministeriale del 20 gennaio 1927 vietava l’esposizione al sole delle bottiglie di acqua che all’epoca erano di vetro, un materiale noto per non subire alterazioni chimiche in un caso del genere. Ciò potrebbe far pensare che si trattasse di una norma igienica preventiva, una cautela di ordine generale. In realtà non è così. Già allora si sapeva che le caratteristiche organolettiche dell’acqua minerale possono subire una alterazione se esposte al sole.

Attualmente l’acqua, come anche altre bevande quali bibite, the, tisane e succhi di frutta, viene commercializzata prevalentemente in bottiglie di plastica. Le bottiglie di plastica utilizzate sono in PET, un materiale che subisce alterazioni chimiche se esposto al sole anche se per poco tempo e quindi potenzialmente dannoso per la salute dei consumatori.

 

L’acqua e il PET e il pericoloso impatto sulla nostra salute

Acqua Sotto il Sole

Il PET infatti, se riscaldato rilascia microplastiche rinomate per essere dannose per la salute, il  bisfenolo A e l’antimonio che, se assunti una sola volta o raramente, non provocano conseguenze gravi. Il problema è che la pratica comune di molte attività commerciali è proprio quella di lasciare fuori dal proprio magazzino bancali di casse di acqua in attesa di trovare una sistemazione, per tempi più o meno lunghi. Lo dimostra il fatto che giornalmente i NAS effettuano sequestri talvolta anche imponenti.

Nel 2018 il Codacons ha denunciato alla procura di Catania i risultati ottenuti in seguito ad un’analisi approfondita sul contenuto di diciotto bottiglie in plastica PET. Le bottiglie incriminate erano state utilizzate da aziende diverse e contenevano bevande diverse, dal the all’acqua alle bibite. Gli esami di laboratorio hanno messo in luce la presenza di micro particelle disciolte con una concentrazione compresa tra 0,89 mpp/l e 18,99 mpp/l. Tali valori hanno permesso una denuncia per reato di avvelenamento, adulterazione e vendita di sostanze nocive per la salute pubblica.

Queste notizie ci devono fare riflettere su più fronti: innanzitutto sulla salubrità e sulle proprietà organolettiche dell’acqua che acquistiamo al Controllo Acqua Nassupermercato, conservata per un certo periodo di tempo in bottiglia.

In seconda istanza dobbiamo pensare anche a come l’acqua in bottiglia è stata conservata, se con tutte le precauzioni oppure no, se è stata esposta al sole ma soprattutto al caldo oppure no, se nel vetro oppure nella plastica.

Inoltre queste notizie ci insegnano anche una lezione importante per le nostre abitudini quotidiane: quante volte, soprattutto in estate, abbiamo lasciato la bottiglia d’acqua chiusa in macchina, magari sotto il sole mentre siamo andati a fare la spesa? O a lavorare? Oppure quante volte la nostra bottiglia è rimasta al caldo in spiaggia? E soprattutto, quante volte abbiamo bevuto ugualmente da quella bottiglia, nonostante l’acqua fosse già tiepida? In mancanza d’altro sicuramente più volte ci siamo accontentati.

 

Mettere in discussione le nostre abitudini alimentari e di comportamento

Uno spunto interessante potrebbe essere quello di andare a leggere le caratteristiche dell’acqua che sgorga dal nostro rubinetto sul sito dell’acquedotto municipale.

Acqua del RubinettoSalvo alcune zone ben limitate, l’Italia ha un’acqua molto buona perché ha tante sorgenti di montagna e fiumi: il 75-80% dell’acqua distribuita nelle case italiane ha origine dal profondo sottosuolo e quasi il 100% dell’acqua distribuita nelle case italiane rispetta il livello di conformità legislativa.

Sui siti degli acquedotti e delle ASL è possibile visionare i dati relativi alle analisi svolte sull’acqua dei nostri Comuni. E’ anche interessante andare a leggere le FAQ sulle acque potabili del Ministero della Salute

Leggendo i dati riportati dai siti sopracitati si evince che i controlli sono serrati e capillari e che la qualità delle nostre acque è elevata. Eppure l’Italia ha un triste primato per quanto riguarda il consumo pro-capite di acqua minerale in bottiglia: siamo i terzi nel mondo e i primi in Europa.

In realtà non ne abbiamo nessun bisogno. La nostra acqua del rubinetto è ottima. C’è chi interpellato sui motivi che lo spingono ad acquistare l’acqua in bottiglia, ne disprezza il sapore, chi teme il cloro disciolto. In realtà queste semplici problematiche si possono superare installando a casa propria un filtro o un sistema più complesso di trattamento dell’acqua, che permetta non solo di depurarla ma anche di raffreddarla ed eventualmente di gasarla.